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Michelangelo diceva che è possibile fare
scultura in due soli modi::
"per via di
togliere" o "per via di aggiungere.".
All'inizio del terzo millennio, grazie alle moderne
tecnologie, si può fare scultura
"per
separazione".
La verità non è data a nessuno, si
conquista e si crea: nel contempo è scoperta e invenzione.
Attraverso la presa di coscienza che la vita contiene nel proprio
grembo il dramma come elemento fondamentale, così come la
gioia e la meraviglia, e che questa verità elementare
è solo estremamente difficile da accettare, credo di aver
superato la drammatica visione delle contraddizioni più
brucianti dell’esistere.
Ritrovando e portando alla luce i fossili dei miei amori -dolori
ancestrali, e perciò profondi e comuni a tutti gli uomini,
mi sono liberato man mano delle forme anatomiche per avventurarmi alla
ricerca delle leggi fondamentali che determinano il sedimentarsi sia
dei pensieri (sculture della mente) che delle concrete forme materiali.
Affascinato dal mirabile divenire delle forme delle conchiglie, dalla
loro geometricità e dalla matematica che sottende tanta
stupefacente bellezza, è arrivato per me il momento di
cimentarmi nella costruzione “per quanti di
materia” di nuove sculture.
Sovrapposizioni di strati come sedimenti materico-mentali che riescono
a comporsi nel tempo per dare vita al tutto tondo; cavità
sinuose e interne, altrimenti irrealizzabili, appaiono costruendosi,
strato dopo strato.
Curve matematiche dalle fredde equazioni, variamente composte e
fantasticamente interpretate nelle loro reciproche posizioni, danno
vita ad oggetti vibranti di cui non si intravvedono l’inizio
e la fine; senza una base di appoggio privilegiata: quasi a significare
che, in un’epoca di viaggi spaziali, anche la
gravità può essere superata.
Mi piace pensare alle ultime sculture come a
“strani oggetti vaganti nello spazio” ruotanti su
se stessi in una dimensione in cui i concetti di
“alto” e “basso”,
“dentro” e “fuori” sono
totalmente privi di significato.
Guido Moretti - 1985
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