Michelangelo diceva che è possibile fare scultura in due soli modi: "per via di levare" o "per via di mettere".

All'inizio del terzo millennio, grazie alle moderne tecnologie, si può fare scultura "per separazione".

Guido Moretti

ScoFilosofia e autopresentazione

La verità non è data a nessuno, si conquista e si crea: nel contempo è scoperta e invenzione.

Attraverso la presa di coscienza che la vita contiene nel proprio grembo il dramma come elemento fondamentale, così come la gioia e la meraviglia, e che questa verità elementare è solo estremamente difficile da accettare, credo di aver superato la drammatica visione delle contraddizioni più brucianti dell’esistere.

Ritrovando e portando alla luce i fossili dei miei amori -dolori ancestrali, e perciò profondi e comuni a tutti gli uomini, mi sono liberato man mano delle forme anatomiche per avventurarmi alla ricerca delle leggi fondamentali che determinano il sedimentarsi sia dei pensieri (sculture della mente) che delle concrete forme materiali.

Affascinato dal mirabile divenire delle forme delle conchiglie, dalla loro geometricità e dalla matematica che sottende tanta stupefacente bellezza, è arrivato per me il momento di cimentarmi nella costruzione “per quanti di materia” di nuove sculture.

Sovrapposizioni di strati come sedimenti materico-mentali che riescono a comporsi nel tempo per dare vita al tutto tondo; cavità sinuose e interne, altrimenti irrealizzabili, appaiono costruendosi, strato dopo strato.

Curve matematiche dalle fredde equazioni, variamente composte e fantasticamente interpretate nelle loro reciproche posizioni, danno vita ad oggetti vibranti di cui non si intravvedono l’inizio e la fine; senza una base di appoggio privilegiata: quasi a significare che, in un’epoca di viaggi spaziali, anche la gravità può essere superata.

Mi piace pensare alle ultime sculture come a “strani oggetti vaganti nello spazio” ruotanti su se stessi in una dimensione in cui i concetti di “alto” e “basso”, “dentro” e “fuori” sono totalmente privi di significato.

La natura non fa con molte cose quello che può fare con poche.

(Galileo Galilei)

Tutta la materia esistente nell’universo è “generata” da pochissimi elementi semplici: Protoni, Elettroni, Neutroni.

L’eccezionale varietà dell’universo contrasta in maniera impressionante con l’esiguo numero dei “mattoni” fondamentali!

Tutti i fenomeni naturali (la caduta di un sasso, la propagazione spontanea del calore, ecc.) avvengono in un ben determinato modo solo perché è il più probabile. E’ una regola di una semplicità sconcertante!

Darwin ha scoperto una legge capace di spiegare l’evoluzione della specie che ancora una volta sorprende per la sua semplicità. Variazioni casuali del patrimonio genetico si affermano perché “hanno più probabilità di trasmettersi per via ereditaria”. Ciò spiega l’infinita varietà di esseri viventi che popolano la terra.

E l’informatica? A ben vedere si fonda sull’utilizzo di due “simboli”, le cifre zero e uno.

Non è forse incredibile che da questi due semplici elementi si sia potuta sviluppare una così impressionante mole di conoscenze e di tecnologie?

Anche in campo psicologico sembra che alla base di ogni comportamento esistano poche pulsioni fondamentali.

Mi affascina e mi tenta la conclusione che la natura sia governata da leggi estremamente semplici, almeno se confrontate con le infinite varietà delle sue manifestazioni.

La filosofia su cui si basa la mia ricerca attuale scaturisce proprio da queste riflessioni.

In quali e quanti modi si può ottenere una scultura partendo da una lastra, utilizzando indicazioni e/o elementi semplici?

E’ chiaro che la mia formazione scientifica influenza profondamente il formarsi delle mie idee e fantasie estetiche, ma solo dall’esaltante fusione tra razionalità ed emozione scaturiscono le intuizioni artistiche.